Giancarlo Quassia

Come arredare un appartamento con le piante

pianteLa vita in una grande città offre molte occasioni, anche se  spesso il prezzo da pagare è un ridotto contatto con la natura.

Certo, se gli spazi cittadini non offrono polmoni verdi, questo non vuol dire che si debba rinunciare del tutto alla natura, anche in casa. La soluzione può essere, infatti, optare per le piante da appartamento che, introdotte all’interno di un’abitazione, rigenerano l’aria, aiutano a contrastare la ormai massiccia presenza di onde elettromagnetiche provenienti dai dispositivi tecnologi e arredano con stile.

Se si vogliono rinnovare gli interni della propria abitazione, inserire delle piante nell’appartamento riuscirà a donare un piacevole senso di freschezza. Una parete spoglia può essere decorata servendosi di piante di varie dimensioni, basterà dislocarle sui mobili già presenti o fissare delle mensole al muro dove appoggiarle. Le piante sono l’ideale anche per chi ama uno stile più minimal e non vuole appesantire la casa con un eccesso di mobilio, in quanto riescono ad arredare gli spazi senza soffocare l’ambiente.

Tre piante adatte alla vita in appartamento

  • Lo Spathiphyllum conosciuto anche con il nome Giglio della pace riduce molto le tossine presenti nell’aria e non ha bisogno di luce diretta.
  • La Sansevieria o pianta serpente è perfetta per gli appartamenti e se viene posta in camera da letto migliora la qualità del sonno. È tecnicamente una succulenta, quindi non ha bisogno di molta acqua né di molta luce.
  • I bonsai, invece, sono delle vere opere d’arte che arredano con grande eleganza e semplicità e necessitano di cure limitate e poca acqua.

fornte: immobiliare.it https://www.immobiliare.it/news/come-arredare-un-appartamento-con-le-piante-34885/

Ristrutturare è una priorità, ma solo il 5% spende più di 10 mila euro

ristrutturazione casa

Gli italiani continuano a spendere per ristrutturare la casa. Il 61,5% intende dedicarvi, nel 2018, meno di mille euro, il 22,5% tra i mille e i 3mila euro e il 5,3% più di 10mila euro. Il quadro emerge da un’indagine effettuata dal portale Habitissimo, tramite il quale è possibile ottenere fino a quattro preventivi personalizzati da professionisti della propria zona, indicando la tipologia di lavori che si vorrebbe effettuare.

Dall’inizio del 2017 sono state pubblicate sul sito di Habitissimo oltre 13.600 richieste di preventivo per ristrutturare casa, in aumento del 50% rispetto all’anno precedente.

Nella maggior parte dei casi i lavori preventivati dagli italiani sono di piccola ristrutturazione, come sostituzione di pavimenti e dei sanitari. Milano e Roma sono le città dove si spende di più per ristrutturare: per esempio a Roma per un appartamento di circa 70 mq si spendono in media 17.700 euro, a Milano 21.500 euro, mentre al Sud gli esborsi sono più contenuti.

Ma cosa si aspettano gli italiani da una ristrutturazione? Il primo desiderata sarebbe ottenere una migliore distribuzione dello spazio in casa e le spese per le migliorie hanno un’elevata priorità nelle somme a disposizione che restano disponibili dopo le spese di routine, tanto che vengono al secondo posto, subito dopo le vacanze.

L’ambiente più ristrutturato dagli italiani è il bagno, stanza per la quale Habitissimo ha ricevuto nel 2017 circa 4mila richieste di preventivi dettagliati. I lavori sono però piuttosto semplici: in genere si vuole cambiare la vasca da bagno o la doccia (70%) o i sanitari (30%). Sostituire i sanitari comporta una spesa media di 900 euro e i lavori si esauriscono in tre giorni.

Sale in ogni caso la propensione degli italiani a chiedere un finanziamento per la casa: gli ultimi dati di Findomestic relativi a gennaio 2018 evidenziano un trend in aumento sia per l'acquisto di mobili sia per le ristrutturazioni. Rispettivamente, l’aumento tendenziale annuo è del 2,7% e del 2,9%. Il comparto “efficienza energetica”, per Findomestic, cresce a gennaio rispetto al mese scorso, ma è in calo rispetto a un anno fa. Solo gli infissi/serramenti registrano un incoraggiante +0,8% nelle intenzioni di acquisto sia a livello congiunturale che tendenziale. Gli impianti solari termici sono invece in calo sia su base mensile (-0,4%) che annuale (-0,6%). Leggera ripresa per il fotovoltaico (+0,2%), nonostante il dato tendenziale resti negativo (-1,4%).

Fonte: il sole 24 ore http://www.ilsole24ore.com/art/casa/2018-02-26/ristrutturare--e-priorita-ma-solo-5percento-spende-piu-10mila-euro-125225.shtml?uuid=AEl0R06D

 

Sei in regola con il catasto? Ecco quando la variazione catastale è obbligatoria

visura catastale La nostra casa è in regola con il catasto quando sia le planimetrie catastali che la descrizione dell’unità immobiliare presenti nella banca dati dell’Agenzia del Territorio corrispondono alla realtà e coincidono con quanto presente in Comune. La regolarità catastale è indispensabile per pagare correttamente l’IMU e ricordiamo che sono previste sanzioni e vincoli nella compravendita delle abitazioni irregolari. Ecco quindi sei casi base che richiedono la presentazione della pratica catastale.

La regola generale

Occorre depositare la variazione al Catasto Edilizio Urbano entro trenta giorni dalla fine lavori ogni volta che le modifiche alla casa comportano una variazione della rendita catastale, basata sul numero dei vani e sulle caratteristiche dell’abitazione. Sicuramente occorre presentare la dichiarazione in catasto per tutte le nuove costruzioni, quando si demoliscono edifici esistenti e quando si migliorano impianti o finiture che comportino un aumento della rendita catastale indipendentemente dal tipo di pratica presentata in Comune. Vediamo insieme sei casi ricorrenti nei quali è necessario richiedere la variazione catastale.

1) Realizzazione dell’open space

In un progetto di ristrutturazione capita spesso di prevedere l’accorpamento dei vani cucina, soggiorno e corridoio per ricavare un moderno open space. In questo caso è necessario denunciare all’Agenzia del Territorio la modifica della planimetria dell’abitazione affinché ci sia corrispondenza tra lo stato effettivo e la documentazione in banca dati anche se il numero complessivo di vani potrebbe non diminuire se l’open space è molto ampio in relazione alla parametrazione catastale.

2. Costruzione di cabina armadio in muratura

Anche nel caso si ricavi una cabina armadio in muratura all’interno della camera è necessario presentare la variazione catastale perché si aggiunge uno spazio separato in più rispetto alla casa. La cabina armadio pesa sul numero dei vani catastali come un terzo di vano per cui si potrebbe avere un aumento della rendita oltre che una variazione della pianta. Nel caso di realizzazione di cabine armadio in cartongesso o legno invece è da valutare bene, in relazione a tipologia e dimensioni, per capire se è dovuta la variazione o meno anche se nella prassi si tende oggi a indicarle in planimetria.

3. Attrezzare il bagno secondario

Come la realizzazione della cabina armadio anche ricavare un secondo bagno comporta l’aumento di un terzo di vano della rendita catastale, a meno che non si tratti del solo rifacimento del bagno esistente, già presente in catasto e senza modifiche alla posizione e alla dimensione delle porte e delle finestre.

4. Recuperare il sottotetto

Recuperare la soffitta per trasformarla in una mansarda accogliente è di fatto un ampliamento dell’abitazione che comporta per certo un aumento della rendita catastale perché la soffitta ha una rendita inferiore rispetto agli spazi destinati a civile abitazione. Da tenere a mente che eventuali porzioni di sottotetto con altezza inferiore a 150 cm non incidono sul valore catastale.

5. Montare la veranda

La chiusura di spazi tramite il semplice montaggio di infissi vetrati per ricavare una veranda abitabile o un giardino di invernocomporta comunque un aumento della rendita catastale, con presentazione della variazione, perché si amplia il volume dell’abitazione. Il peso di questo aumento di numero dei vani, però, dipende dalla destinazione d’uso. Se questo spazio è utilizzato come prolungamento della casa per ricavare un salotto o uno studio è da inserire nei vani principali mentre se è adibito a serra o giardino d’inverno è da censire come vano accessorio secondario, con rendita inferiore.

6. Recuperare un’abitazione rurale

Se avete in progetto di recuperare una vecchia abitazione rurale, ossia la ex casa di un agricoltore vero e proprio, accertatevi che il fabbricato sia stato correttamente censito al Catasto Edilizio Urbano e deruralizzato in Comune, con pagamento dei relativi oneri. Questo tipo di irregolarità catastale è assai diffusa nonostante il Decreto Legge 201/2011, cosiddetto “salva Italia”, avesse concesso di sanare senza sanzioni il mancato censimento dei fabbricati rurali entro il 30 novembre 2012.

Conclusione

Valutare quando è necessaria la variazione catastale non è scontato perché alcuni lavori che ci appaiono banali, come il montaggio della veranda, o addirittura in assenza di opere edilizie, come nel caso della deruralizzazione, occorre presentare la variazione all’Agenzia del Territorio entro trenta giorni dall’avvenuta modifica. Non fatevi quindi trovare impreparati e fatevi spiegare le procedure da eseguire da un tecnico iscritto all’Albo o Collegio professionale.

Fonte: idealista.it https://www.idealista.it/news/immobiliare/costruzioni/2018/03/06/125466-variazione-catastale-quando-e-obbligatoria

 

 

Nuove sfide per il mercato immobiliare Italiano

investimenti

Prospettive interessanti

Nonostante il nostro Paese evidenzi ancora una serie di complessità abbastanza strutturate le previsioni degli esperti del settore sono decisamente incoraggianti, grazie soprattutto alla capacità di attrarre capitali provenienti dall’estero. Il mercato italiano, infatti, sta polarizzando gli interessi di numerosi investitori internazionali che sono disposti a stanziare anche cifre consistenti per acquistare immobili di varia natura nella nostra penisola. Basti pensare che nel 2017 questo tipo di investimenti hanno riguardato il 70% dei volumi totali, pari alla cifra record di 11 miliardi di euro.

Non si può prescindere dal contesto economico

Tutte queste evidenze, infatti, vanno lette alla luce dell’attuale quadro economico che è caratterizzato sostanzialmente dai bassi tassi di interesse in grado di sostenere bene la crescita del comparto, facilitata al contempo dalla circolazione di una più consistente liquidità a seguito delle politiche messe in atto dalla Bce. La futura crescita del mercato immobiliare dovrà però fare i conti con le questioni collegate ai crediti in sofferenza degli istituti bancari. I finanziamenti che non sono andati a buon fine hanno un effetto diretto sul settore sia attraverso le aste, sempre più lunghe e quindi con abitazioni che hanno prezzi sempre più bassi, sia sulle società di costruzioni che ad oggi hanno ancora tassi di insolvenza alti.

Fonte: Immobiliare.it https://www.immobiliare.it/news/nuove-sfide-mercato-immobiliare-italiano-34867/

 

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