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Open Demanio: i cantieri in Italia sono online

Oltre 320 milioni di euro di investimento (per la precisione 321,5) per 138 interventi, di cui già 25 nella fase di cantiere (per oltre 97 milioni di euro), 17 regioni interessate.


Questi i principali numeri del programma che vede il Demanio come committente di vari appalti, dalle piccole e medie manutenzioni alle più impegnative trasformazioni immobiliari. 

 

In cima alla lista delle principali operazioni c'è la razionalizzazione in corso a Firenze - valore 18 milioni - con al centro la trasformazione della caserma De Laugier, che ospiterà vari corpi della Polizia di Stato. Al secondo posto, per valore investito, c'è il progetto di Chieti, che vale 15 milioni, con il cantiere in progettazione, e che prevede di concentrare una decina di funzioni pubbliche "assortite" (dalle dogane alle scuole, dal corpo forestale alla Finanza). In tutto, solo prime dieci operazioni valgono più di 115 milioni di euro. Quattro interventi della Top ten sono in fase di cantiere.


Tutto questo è ora a portata di clic, visionabile sul portale open data che viene progressivamente arricchito dai tecnici dell'Agenzia guidata da Roberto Reggi.
Dopo avere messo on line l'intero patrimonio immobiliare - terreni e fabbricati - con relativo valore in euro e geolocalizzato nel dettaglio e dopo aver dedicato una sezione apposita ai fari, l'Agenzia ha da poco aggiunto uno step successivo. Si tratta appunto di OpenDemanio-Cantieri, l'applicazione che consente di conoscere nel dettaglio gli interventi geolocalizzati, con relative informazioni su valore e fase di attuazione. Ovviamente, la piattaforma sarà aggiornata con i nuovi investimenti che saranno deliberati. 


Non solo, l'Agenzia sta già lavorando per arricchire ulteriormente la mappa con altri due livelli specifici.
Il primo è quello dei federal building, le grandi operazioni di razionalizzazione delle sedi della Pa nelle principali città italiane. La mappa "open" dei federal building sarà on line nei prossimi giorni.
A questa seguirà la mappa delle valorizzazioni, cioè tutta la "carne al fuoco" che il Demanio ha predisposto con i numerosissimi accordi, tavoli e protocolli che sono stati sottoscritti a vari livelli con enti locali e Regioni. 


"La finalità dell'intero progetto
- spiega una nota del Demanio - è di mettere a disposizione dei cittadini e del territorio informazioni utili e complete sulle operazioni di rigenerazione del patrimonio immobiliare in gestione all'Agenzia del Demanio, in modo da rappresentare le opportunità offerte dalle iniziative in corso e stimolare così altri progetti di crescita, occupazione e sviluppo locale e nazionale".


Fonte articolo: Ediliziaeterritorio Ilsole24ore.com

La crisi porta innovazione anche nell’edilizia: -6 al Saie

A Bologna tutto è pronto per l’apertura del 52° Saie, il Salone dell’edilizia, storico appuntamento dedicato al mondo delle costruzioni in Italia che quest'anno parte dal 19 ottobre. Ma la ripresa del settore costruzioni latita.


L’edizione 2015 del Salone aveva consacrato la certezza del rilancio, dopo nove anni di crisi, di fronte al massiccio dispiegamento di forze pubbliche per invertire il ciclo, tra risorse stanziate per le infrastrutture, nuovo codice degli appalti, cancellazione del patto di stabilità interno, clausola di flessibilità. 

"Abbiamo dovuto dimezzare le nostre stime, che fino a pochi mesi fa prevedevano una crescita del 6% degli investimenti in opere pubbliche, e complessivamente prevediamo che l’anno si chiuderà per il settore costruzioni con un +0,3%, troppo poco per creare le condizioni di effettiva ripresa", afferma Flavio Monosilio, direttore del centro studi Ance.

Una lettura critica del contesto, quella confindustriale – e in attesa di un confronto con lo scenario del settore che Cresme dipingerà il giorno prima dell’inaugurazione della kermesse bolognese – che spiega il perché saranno sempre i temi che avevano tenuto banco nell’edizione 2015 della riqualificazione, del riuso, della sicurezza, dell’efficienza energetica a dominare la quattro giorni bolognese alle porte.
"L’innovazione è la chiave di volta per il rilancio dell’edilizia e Saie è su questo fronte che deve insistere nel suo ruolo di salone specializzato di riferimento per il settore".


È tutta innovazione quella che si muove dietro ai grandi interventi al centro dell’Agenda del Governo ricondotti a sistema nel piano "Casa Italia", dalla prevenzione antisismica alla messa in sicurezza delle scuole, dalla lotta al dissesto idrogeologico al recupero a impatto zero di edifici e città. "Le crisi portano innovazione e l’edilizia, per quanto settore più statico della media, non fa eccezione – precisa Monosilio – anche in virtù del forte processo di selezione delle imprese rimaste sul mercato. Credo che l’estensione degli incentivi fiscali finora concessi solo al residenziale sarà il driver dell’accelerazione nel 2017. Il vero ostacolo al cambiamento, ora che si sono più risorse e meno vincoli, sono le Pubbliche Amministrazioni, per le loro scarse capacità progettuali e realizzative".


Saie, in questa trasformazione, ha il valore aggiunto di essere piattaforma espositiva aggregante di tutta la filiera del settore costruzioni dove le innovazioni arrivano a sintesi. 
Pochi i numeri della fiera diffusi a una settimana dall’inaugurazione del salone, che si svolgerà su dieci padiglioni con 200 eventi in programma e 160 prodotti novità e che nell’edizione 2015 aveva richiamato nel quartiere Michelino 93mila visitatori (15mila stranieri) con 452 eventi in agenda.


"Siamo a un punto di svolta, alla fine di un ciclo e all’inizio di uno nuovo, in cui però sono completamente cambiati i paradigmi», afferma Luca Dondi Dall’Orologio, managing director di Nomisma, di fronte agli effetti di un decennio di crisi che ha dimezzato il settore delle costruzioni in Italia, con 800mila posti di lavoro persi e 100mila imprese uscite dal mercato. "Si impone un ripensamento profondo anche delle manifestazioni fieristiche, che per fare da volàno al comparto devono agire in modo unitario", conclude Dondi, riferendosi alla necessità di aprire un dialogo tra Bologna e Milano (che negli anni dispari organizza Made).


Fonti articolo: IlSole24Ore, vetrina web

Surroga e italiani, qualcosa è cambiato; perché?


Il 2016 potrebbe essere l’anno della verità per il mercato italiano e dei mutui per l’acquisto della casa.


Dopo un lunghissimo periodo, iniziato con l’ormai molto tristemente nota crisi economica del 2007, grazie anche ai ripetuti interventi della Banca Centrale Europea guidata da Mario Draghi, i tassi ai minimi storici legati ai costi in diminuzione degli immobili hanno, sia pur lentamente, invertito la tendenza e risollevato il mercato.

 

Viste queste premesse, centinaia di migliaia di mutuatari italiani sono tornati in banca e hanno chiesto di surrogare il proprio finanziamento, eppure adesso qualcosa è cambiato. A fare luce sulla situazione un bell’articolo apparso sul Sole24Ore a firma di Enrico Netti che analizza lo scenario attuale sulla base di alcune elaborazioni Crif e Facile.it

 
Volumi, richieste ed importi medi dei mutui in Italia

Il primo aspetto su cui si sofferma Netti nella sua analisi è quello prettamente numerico. Da gennaio a settembre del 2016 le richieste legate a nuovi mutui sono aumentate sia in termini di volumi sia di importi. Dal Barometro Crif emerge che, se si confrontano i numeri con quelli relativi al medesimo periodo del 2015, le domande sono aumentate dell’ 11.6% nei primi nove mesi dell’anno nonostante proprio lo scorso mese questa tendenza all’aumento abbia subito un leggero arresto arrivando quasi a dimezzarsi e, se si mettono in rapporto i dati di settembre 2016 con quelli di settembre 2015, la crescita è “solo” del 6%.

In ogni caso siamo a livelli infinitamente distanti dal +59% segnato nelle richieste del 2015 rispetto a quelle del 2014, ma in fondo era ovvio aspettarselo e, tutto sommato, una normalizzazione in questo senso non può certo essere considerata in modo negativo. Bene invece, soprattutto se si considera la situazione di deflazione in cui ci si inserisce, sottolinea Enrico Netti nel suo articolo, lo stato di salute degli importi richiesti, cresciuti del 2% nei primi tre trimestri dell’anno.

 
Le differenze lungo la Penisola

Non tutta l’Italia si muove alla stessa velocità e nella stessa direzione per il momento, e l’analisi Crif lo evidenzia in maniera precisa. In base ai numeri emersi, gli incrementi registrati in tante province settentrionali sono decisamente maggiori, quasi sempre a doppia cifra. Rispetto ad un dato nazionale medio di 123.00 euro come richiesta di muto, ad esempio, a Bolzano il valore diventa 168.000 euro con un incremento pari al 28%. Il capoluogo di Regione che fra tutti, però, registra il maggiore balzo in avanti è Asti dove si è arrivati ad una variazione che, nel periodo preso in esame, è stata pari addirittura al +48%.  

Fra le province meridionali si sono fatte notare per positività del dato Sassari e ben tre siciliane: Siracusa, Trapani ed Enna.
Come abbiamo detto prima il quadro nazionale è risultato essere nel complesso molto positivo, tuttavia ci sono alcuni capoluoghi che in assoluta controtendenza hanno chiuso i primi nove mesi del 2016 con un saldo negativo come Rieti che è arrivata ad un pesante -6,7%. Male anche i risultati ottenuti dal mercato dei mutui a Pesaro, Lecco, Avellino, Taranto.

La surroga e gli italiani; qualcosa si è rotto

Come abbiamo già anticipato, questa prima parte del 2016 sembra sancire la fine di un amore; quello fra gli italiani e la surroga del mutuo; come mai? Si tratta della fine di una moda? La surroga non ha più valore? Questa volta a dare una risposta è, sempre attraverso l’articolo di Netti, Mauro Giacobbe, Amministratore delegato di Facile.it

La surroga, ha spiegato Giacobbe, è stata molto utile negli scorsi anni o mesi, quando grazie alla discesa dei tassi di interesse applicati ai finanziamenti per l’acquisto della casa, moltissime persone che avevano sottoscritto un mutuo quando gli indici erano decisamente meno convenienti hanno rimesso mano alla loro pratica e trovato condizioni migliori; quel bacino di utenza, però, via via è andato assottigliandosi e se nei primi nove mesi del 2015 le surroghe rappresentavano il 56,3% del totale erogati, nello stesso periodo del 2016 rappresentano il 41% che diventa addirittura il 39% se si guarda al solo dato di settembre.

Oltre a questo, continua l’AD di Facile.it, va evidenziato come le banche siano diventate ancora più attente alla cura del cliente e se si accorgono di una sua insofferenza sono molto più propense a sostituire il mutuo piuttosto che a vederlo surrogato e portato in un altro istituto. Ecco spiegato, quindi, il declino forse ormai inarrestabile, della surroga.


Fonte articolo: Immobiliare.it

Decreto post-terremoto: risarcimento al 100% di prime e seconde case



È stato approvato dal Consiglio dei Ministri di stamattina il Decreto per la ricostruzione post-terremoto.


Confermato l’impegno, assunto dal Governo all’indomani del sisma, di sovvenzionare la ricostruzione sia delle prime che delle seconde case, ma anche di sostenere le attività produttive e fare presto agendo secondo le regole, senza troppe deroghe.



contributi alla ricostruzione di prime e seconde case

Nei 60 Comuni del cratere del sisma, indicati dal decreto, sia le prime sia le seconde case avranno un contributo pari al 100% del valore dell'intervento. Per determinare il contributo sarà calcolato il valore dell’intervento di ricostruzione. Il calcolo terrà conto della superficie dell’immobile danneggiato o distrutto, del suo valore al metro quadro e dei costi per la progettazione dell’intervento di ripristino. 
Al di fuori del cratere, per ottenere il risarcimento dei danni bisognerà dimostrare il nesso con il terrremoto del 24 agosto. Qui le seconde case potranno avere un contributo pari al 50% del valore dell'intervento.


CONTRIBUTI ALLE IMPRESE

Le piccole e medie imprese (PMI) potranno richiedere prestiti agevolati per riprendere la loro attività fino a 30mila euro da rimborsare in dieci anni.
Chi invece intende far nascere una nuova impresa potrà chiedere fino a 600mila euro da rimborsare in otto anni con tre anni di preammortamento.


L’Inail metterà inoltre a disposizione 30 milioni di euro per la messa in sicurezza degli immobili prioduttivi.
Tra le misure di sostegno ci sono anche la cassa integrazione in deroga per i lavoratori di imprese coinvolte nel sisma e il rinvio di imposte e tasse per quanti documenteranno che l’impossibilità del pagamento è strettamente connessa al terremoto.


"ANNI PER ricostruire, metteremo quel che serve"

"Ci vorranno anni per ricostruire" le aree distrutte dal terremoto, "sarà una impresa difficile ma ci metteremo tutto quel che serve, come abbiamo promesso" ha detto il Presidente del Consiglio a Casette d’Ete, nel Fermano, in visita allo stabilimento della Tod's di Diego Della Valle. Renzi ha invitato gli imprenditori del Lazio a fare altrettanto ad Accumoli e Amatrice.


"Dobbiamo ricostruire a regola d’arte e senza sprechi. L'autorità anticorruzione e il Commissario straordinario vigiliranno affinché questo avvenga" ha aggiunto il Presidente del Consiglio al termine dell'incontro con i Sindaci dell'Ascolano al Centro di coordinamento regionale e Pescara del Tronto. "Volevamo illustrare il decreto sul terremoto per primo agli amministratori del territorio coinvolti dal sisma per poi spiegarlo questo pomeriggio nei dettagli a Roma". 

 
PROFESSIONISTI E IMPRESE NELLE WISH LIST

La parola d’ordine sarà trasparenza, non solo nei lavori pubblici, ma anche negli interventi dei privati, che dovranno preventivamente consultare almeno tre operatori. 
Sarà costituito un elenco dei progettisti disponibili ad assumere incarichi inerenti alla ricostruzione. Dovrà trattarsi di professionisti iscritti negli Ordini e Collegi di competenza, in regola con il Durc e in possesso di adeguati livelli di affidabilità e professionalità. Chi assumerà l’incarico didirettore dei lavori, negli ultimi tre anni non dovrà avere avuto rapporti diretti con l’impresa affidataria dei lavori di riparazione. 


Stesse condizioni per le imprese, che dovranno essere inserite in una anagrafe unica antimafia. Dato che l’obiettivo è fare presto, la struttura di missione in via di istituzione presso Palazzo Chigi si occuperà di effettuare i controlli e le verifiche sull’affidabilità delle imprese senza rallentare le procedure di affidamento e effettuazione dei lavori.

APPALTI E GESTIONE MATERIALI, POCHE DEROGHE

L’intenzione del Governo è quella di procedere secondo le regole. Non ci saranno deroghe alle norme sul subappalto, ma bisognerà rispettare il limite del 30% previsto dal Codice Appalti (D.lgs. 50/2016). L’unica deroga riguarderà la gestione delle terre e rocce da scavo. 


I materiali prodotti dai crolli o dalla demolizione degli edifici pericolantisaranno trattati come rifiuti urbani e inviati nei competenti centri di raccolta. Particolari accorgimenti dovranno però essere utilizzati in presenza di amianto. In questi casi bisognerà segnalare e bonificare le aree interessate. Iresti di interesse storico, artistico e architettonico, come coppi, ceramiche e pietre rappresentative della cultura locale saranno selezionati e separati. Il Mibact dovrà poi regolarne il recupero e il riutilizzo.


Per assicurare la legalità e la trasparenza, le gare oltre ad avere la supervisione dell’Anac saranno gestite da una centrale unica di committenza.
Il Commissario straordinario sarà affiancato dai Presidenti delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria come Vice Commissari e da quattro Uffici speciali per la ricostruzione, uno per ogni Regione.

Fonti articolo: Edilportale.comIlsole24ore.com

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