Leonardo Lo Cascio

Bonus prima casa 2018: requisiti ed agevolazioni

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Bonus prima casa 2018:
ecco chi può richiedere le agevolazioni per comprare l'abitazione principali, requisiti, importo regole contenute nella guida dell'Agenzia delle Entrate.

Chi intende effettuare l’acquisto della prima casa fino al 31 dicembre 2018 potrà accedere ad alcune agevolazioni fiscali che consentono di risparmiare sulle imposte da pagare.

Anche per chi compra la prima casa nel 2018 sarà possibile beneficiare della riduzione dell’imposta di registro e delle imposte ipotecarie e catastali nel rispetto di specifici requisiti.

Le agevolazioni spettano sia se l’acquisto dell’abitazione principale è effettuato da imprese costruttrici che da privati, successioni o donazioni.

Il bonus prima casa 2018 potrà essere richiesto quando l’abitazione che si vuole comprare appartiene a determinate categorie catastali, quando si trova nel comune in cui il beneficiario ha o intende trasferire la propria residenza o lavora e se lo stesso acquirente rispetta determinati requisiti.

Per spiegare come funziona il bonus prima casa e come presentare domanda per richiederlo l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione una guida completa con tutte le agevolazioni previste.

Specifichiamo sin da subito che non è necessario presentare una specifica domanda per richiederlo ma che verrà riconosciuto dal notaio in sede di stipula dell’atto d’acquisto.

Di seguito vedremo punto per punto chi può richiedere il bonus prima casa, le agevolazioni previste nel 2018 e le regole fondamentali per averne diritto.

 
Bonus prima casa 2018: tutte le agevolazioni

Per spiegare in cosa consiste l’incentivo per chi vuole acquistare l’abitazione principale vediamo subito quali sono le agevolazioni del bonus prima casa 2018:

  • Riduzione dell’Iva dal 10% al 4%: è rivolto ai contribuenti che acquistano casa direttamente dall’impresa costruttrice, pagando in misura fissa 200 euro per imposta ipotecaria e catastale;
  • Acquisti per successioni o donazioni: si applicano imposta ipotecaria e catastale in misura fissa, ovvero 200 euro;
  • Imposta di registro al 2%: per gli acquisti da privati è prevista la riduzione dell’imposta di registro. In base a quanto stabilito, il bonus prima casa 2018 per acquisti da privati permetterà di pagare l’imposta in oggetto sul valore catastale dell’immobile, sulla base del principio prezzo/valore. Imposta catastale e ipotecaria ammontano in questo caso a 50 euro;
  • Credito d’imposta: il bonus prima casa per i soggetti che vendono e riacquistano casa entro 12 mesi usufruendo delle agevolazioni prevede la possibilità di sottrarre l’imposta da pagare con quella già pagata per l’acquisto della precedente abitazione.

Si ricorda inoltre che per gli acquisti effettuati da agenzie immobiliari è prevista una detrazione Irpef di importo pari al 19% ed entro il limite di 1.000 euro e, inoltre, sarà possibile portare in detrazione gli interessi passivi del mutuo con la dichiarazione dei redditi.

Chi può richiedere il bonus prima casa 2018: i requisiti

Per poter richiedere il bonus prima casa nel 2018 sarà necessario rispettare i seguenti requisiti:

  • non possedere abitazioni in tutto il territorio nazionale per i quali si è fruito delle agevolazioni, oppure venderle entro 1 anno;
  • non essere proprietario di abitazione nello stesso Comune in cui si richiedono le agevolazioni per l’acquisto della prima casa;
  • essere residente nel Comune in cui si acquista casa o stabilirvi la residenza in 18 mesi dall’acquisto agevolato, ovvero dimostrare che la propria sede di lavoro è situata nel suddetto Comune;
  • non essere titolare di diritto d’uso, usufrutto o abitazione di altro immobile nello stesso Comune in cui si richiede l’agevolazione sull’acquisto della prima casa.

Come abbiamo precedentemente ricordato il bonus potrà essere utilizzato anche dai contribuenti che già hanno una casa, ma il vincolo è la vendita dell’immobile precedentemente posseduto entro 12 mesi dal nuovo acquisto.

Quando spetta il bonus prima casa

Per poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste è importante che anche la casa acquistata rispetti specifici requisiti. La legge prevede infatti che il bonus prima casa 2018 spetti esclusivamente per gli immobili appartenenti alle seguenti categorie catastali:

  • A/2 (abitazioni di tipo civile);
  • A/3 (abitazioni di tipo economico);
  • A/4 (abitazioni di tipo popolare);
  • A/5 (abitazione di tipo ultra popolare);
  • A/6 (abitazione di tipo rurale);
  • A/7 (abitazioni in villini);
  • A/11 (abitazioni e alloggi tipici dei luoghi).

Le agevolazioni, inoltre, spettano anche per l’acquisto delle pertinenze, classificate o classificabili nelle categorie catastali C/2 (magazzini e locali di deposito), C/6 (per esempio rimesse e autorimesse) e C/7 (tettorie chiuse o aperte), ma limitatamente a una pertinenza per ciascuna categoria.

È comunque necessario che la pertinenza sia destinata in modo durevole a servizio dell’abitazione principale e che quest’ultima sia stata acquistata beneficiando dell’agevolazione "prima casa".

 

Il bonus prima casa non spetta, invece, per l’acquisto di un’abitazione appartenente alle categorie catastali A/1 ( abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli e palazzi di eminente pregio storico e artistico).

Bonus anche per la seconda casa a specifiche condizioni

I casi in cui spettano le agevolazioni sono spesso frutto di modifiche ed interpretazioni da parte della giurisprudenza.

Tra queste vi è una recente sentenza, datata il 2 febbraio 2018, che prevede la possibilità di beneficiare del bonus anche per la seconda casa quando quella acquistata precedentemente risulti “inidonea”.

La sentenza, specifichiamo, non spiega nel dettaglio cosa si intende per abitazione non idonea all’uso abitativo e pertanto si apre la strada a possibile seguenti interpretazioni. Una delle certezza è che già l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 107 del 1° agosto 2017 ha chiarito un’importante novità: il bonus prima casa può essere richiesto una seconda volta nel caso di immobile già acquistato con le agevolazioni previste ma di seguito dichiarato inagibile. Un chiarimento molto importante e che, nel caso specifico, si inserisce nelle importanti agevolazioni fiscali riconosciute ai possessori di case danneggiate dal terremoto.

In ogni caso è ormai riconosciuto sia dalla giurisprudenza che dalle regole ufficiali delle Entrate che è indispensabile il trasferimento nel Comune in cui ha sede l’immobile entro 18 mesi, anche se la casa è ancora in corso di costruzione. In caso contrario il bonus prima casa potrà essere revocato.

 
Quando viene revocato il bonus

Ci sono specifiche situazioni nelle quali l’Agenzia delle Entrate può scegliere di revocare il bonus prima casa.

Chi ha comprato l’abitazione beneficiando delle agevolazioni fiscali decade dalle agevolazioni fiscali riconosciute in sede di acquisto dell’immobile:

  • in caso di mendacità delle dichiarazioni previste dalla legge, rese in sede di registrazione dell’atto;
  • in caso di mancato trasferimento della residenza nel comune ove è ubicato l’immobile entro 18 mesi dell’acquisto.

Proprio in merito al trasferimento entro 18 mesi e come precedentemente anticipato, la Cassazione ha ribadito l’importanza di rispettare il termine stabilito anche se la casa acquistata dal costruttore non fosse ancora pronta. In questo caso bisognerà trasferirsi in un altro immobile.

In caso di decadenza dal beneficio del bonus prima casa 2018:

  • è dovuta la differenza tra l’imposta di registro in misura ordinaria e le imposte corrisposte per l’atto di trasferimento, una sanzione pari al 30% delle stesse imposte e il pagamento degli interessi di mora;
  • se la cessione è soggetta a IVA, è dovuta la differenza d’imposta non versata (ossia la differenza tra l’imposta calcolata in base all’aliquota applicabile in assenza di agevolazioni e quella risultante dall’applicazione dell’aliquota agevolata), una sanzione pari al 30% della differenza medesima e il pagamento degli interessi di mora.

 

 

Fonte https://www.informazionefiscale.it/bonus-prima-casa-2018-requisiti-agevolazioni-domanda

http://www.tuttoimu.it/news/abitazioni-in-comodato-non-piu-equiparabili-alla-prima-casa-ma-imponibile-imu-ridotto-del-50.html

 

Stanze diverse? Stanze artistiche.

Pensare di entrare in un ambiente che prenda completamente la vostra mente? Perché no?

 

Potrebbe sembrarvi di essere in un Escape Room ed invece siete in un locale, in un museo, o addirittura in casa vostra! 

Per dare un tocco squisitamente "pop" all'arredo di casa, lasciandosi ispirare da artisti e designer di ogni genere.

Questo avviene integrando o abbandonando totalmente quello stile rinascimentale fatto di quadri con cornici convenzionali, lanciandoci totalmente nelle installazioni!

Qui alcuni esempi di pazzi visionari!

 

Pharmacy - il ristorante di Damien Hirst

Ha una ossessione per le medicine ed ha realizzato bar e ristoranti a tema farmaceutico, dove non solo l'arredo è a forma di medicinali ma anche i nomi di cocktail e degustazioni riportate nei Menù hanno nomi di medicinali. 

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https://creators.vice.com/it/article/jpbzd3/pharmacy-2-locale-damien-hirst

 

Il designer tedesco Matthias Borowski

Firma una serie di macro-oggetti d'arredo in stile caramella

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http://www.designerblog.it/post/71645/arredare-con-i-dolci-giganti-the-importance-of-the-obvious

Daniele Papuli Installazioni in carte e fibre

Un gioco di luce ed ombra che crea trasforma l'intera stanza anche se la sua costruzione si concentra sul soffitto.

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http://www.irmabianchi.it/en/node/438

L’ossessione, l’arte e i pois: il mondo di Yayoi Kusama

Figura eclettica e interessante del panorama contemporaneo non solo giapponese, ma mondiale. Con le sue opere ha conquistato i grandi musei, ma anche il mondo della moda e della musica.

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http://d.repubblica.it/argomenti/2012/07/12/foto/kusama_arte_moda-1145265/12/ https://www.foxlife.it/2017/09/15/il-mondo-di-yayoi-kusama/

ANTONI GAUDÍ: Casa Battlo'

 

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https://barbarapicci.com/2013/11/13/i-grandi-dellarte-lo-stile-eclettico-di-antoni-gaudi-parte-4-casa-batllo-casa-calvet-e-casa-mila-o-la-pedrera/

 

Takashi Murakami

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https://it.pinterest.com/marleywijsman/takashi-murakami/

ALLEN JONES: LA DONNA È MOBILE

Utilizza manichini di donne per la creazione di mobili utilizzabili nella propria casa.

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https://leonardoclausi.com/2014/11/06/allen-jones-la-donna-e-mobile/

 

 

Queste sono solo alcune delle tante possibilità. Potreste pensare di inventare voi stessi un motivo decorativo per la vostra casa e ripeterlo a tal punto da farlo diventare una vera mania!

 

La scelta dell'energia elettrica pulita.

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La scelta facile e difficile dell’energia pulita per la casa

 

La scelta dell'energia elettrica per la propria casa sembra difficile. In effetti, c'è una certa pigrizia iniziale, da vincere. 

La transizione energetica verso le rinnovabili è partita. In tutto il mondo i maggiori investimenti sono sulle nuove energie pulite, i giganti dell’hi tech fanno funzionare i loro potentissimi server a energia solare ed eolica – vantandosene pubblicamente – e fioccano i dati dei sorpassi delle fonti pulite su quelle fossili, dalla Scandinavia alla Cina. Tanto è vero che, secondo gli analisti, nemmeno i governi più reazionari e legati al petrolio potranno frenare questo inarrestabile sviluppo.

In Italia i trend sono come al solito altalenanti. Grazie ai vari Conti energia abbiamo il primato europeo per quota di fotovoltaico sui consumi nazionali, però non sfruttiamo appieno l’energia eolica e, se si tratta di mettere al bando le trivellazioni petrolifere nei nostri mari, non riusciamo a pronunciarci con una bella maggioranza schiacciante.

Per sorpassare le indecisioni dei politici, ognuno di noi ha uno strumento a portata di mano. Tagliar via i vecchi fornitori che si basano su impianti termoelettrici che bruciano carbone, pet coke o addirittura oli industriali usati e rifiuti indifferenziati, e dare un messaggio chiaro e netto.

Alcuni credono ancora che servano interventi al contatore, addetti che bussano alla porta, irritanti operatori che telefonano. Quindi, sembra difficile. Invece no. Se si è orientati alla sostenibilità e non si vuole perdere tempo né avere seccature, oggi ci sono formule di adesione rapide, sicure, smart, senza alcuna complicazione per gli utenti. 

Consumare meno energia, incrementare l'efficienza energetica e usare sempre di più le fonti rinnovabili per produrre energia consente di risparmiare denaro e di migliorare la qualità dell’ambiente.

Sistemi di produzione di energia rinnovabili per la casa

L’Europa ha evidenziato l’importanza di ridurre le emissioni di CO2 attraverso politiche finalizzate ad un uso più efficiente dell’energia e all’incremento di sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili, richiedendo agli Stati membri di conseguire questi obiettivi entro il 2020.
 
Infatti la direttiva Energie rinnovabili, adottata mediante codecisione il 23 aprile 2009 (direttiva 2009/28/CE), ha stabilito che una quota obbligatoria del 20% del consumo energetico dell’UE deve provenire da fonti rinnovabili entro il 2020, obbiettivo ripartito in sotto-obbiettivi vincolanti a livello azionale, tenendo conto delle diverse situazioni di partenza dei paesi.
 
L’UE ha già iniziato la preparazione per il periodo successivo al 2020; l'energia rinnovabile svolge un ruolo fondamentale nella strategia a lungo termine (2050) della Commissione che mira al raggiungimento di una quota di energia rinnovabile pari ad almeno il 30% entro il 2030.
 
Nella comunicazione del 6 giugno 2012 dal titolo «Energie rinnovabili: un ruolo di primo piano nel mercato energetico europeo», la Commissione ha però individuato i settori in cui occorre intensificare gli sforzi entro il 2020 affinché la produzione di energia rinnovabile dell’UE continui ad aumentare fino al 2030 e oltre, e in particolare affinché le tecnologie energetiche rinnovabili divengano meno costose, più competitive e, in ultima analisi, basate sul mercato e affinché vengano incentivati gli investimenti nelle energie rinnovabili. Un settore particolarmente degno d’attenzione è quello civile.

Le Fonti Energetiche Rinnovabili (FER) stanno assumendo un peso sempre maggiore nella produzione energetica a livello mondiale, grazie alle loro caratteristiche di “inesauribilità” e minimo impatto ambientale, in quanto non producono gas serra né scorie inquinanti.
 
Tra le fonti di energia rinnovabili c’è la radiazione solare, il moto dell’acqua, il vento, le biomasse, il calore presente nelle profondità della terra ecc.
 


Le fonti rinnovabili che si possono usare nella abitazioni sono: 


- impianti solari fotovoltaici (per produrre energia elettrica);
- impianti solari termici (per soddisfare le esigenze di acqua calda);
- impianti geotermici (per produrre calore dal sottosuolo);
- impianti microeolici (per produrre energia elettrica dal movimento del vento).
 

Impianti fotovoltaici

La tecnologia fotovoltaica permette la produzione di energia trasformando le radiazioni solari in elettricità direttamente e senza l’utilizzo di alcun combustibile.

Gli impianti fotovoltaici possono essere isolati (stand-alone), ovvero non collegati alla rete elettrica e perciò dotati di un sistema di batterie che può garantire l’erogazione di corrente anche nelle ore di assenza di luce. Questa tipologia è poco utilizzata per le utenze domestiche e viene maggiormente utilizzata per sistemi di illuminazione pubblica o impianti pubblicitari.
 
Gli impianti collegati alla rete (grid-connected) sono impianti stabilmente collegati alla rete elettrica nazionale e non hanno bisogno di sistemi di batterie in quanto la rete può sopperire alle mancanze del sistema. In più in questa soluzione l’eventuale surplus di energia prodotta dal sistema fotovoltaico viene trasferito alla rete e contabilizzato.

Un impianto fotovoltaico di solito è costituito da un generatore (il cui componente elementare è la cella), da un sistema di condizionamento e controllo della potenza (inverter), da un eventuale sistema di accumulo dell’energia e dalla struttura di sostegno.
 
I moduli fotovoltaici in commercio sono costituiti da un insieme di celle(generalmente 36 celle disposte su 4 file parallele e collegate in serie); più moduli in serie formano un pannello, ovvero una struttura ancorabile al suolo o ad un edificio. Più pannelli collegati in serie costituiscono una stringa e più stringhe costituiscono il generatore fotovoltaico. 
 
I moduli fotovoltaici generalmente sono realizzati in silicio e si distinguono principalmente in:
- moduli in silicio monocristallino;
- moduli in silicio policristallino;
- moduli in silicio amorfo.
 
 

Grazie alle innovazioni tecnologiche degli ultimi anni è possibile anche integrare i moduli fotovoltaici nelle coperture e nelle facciate degli edifici. 

Gli impianti integrati infatti possono essere utilizzati come elementi di rivestimento degli edifici, anche in sostituzione di componenti tradizionali.

 

 

tratto da: https://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/la-scelta-facile-e-difficile-dellenergia-pulita-per-la-casa

http://www.edilportale.com/news/2016/05/focus/sistemi-di-produzione-di-energia-pulita-per-la-casa_51982_67.html

https://www.key4biz.it/sos-energia-come-avere-rinnovabili-a-casa-senza-un-nuovo-impianto/121154/

IMU 2018: cos'è e come funziona il pagamento a rate acconto e saldo?

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IMU 2018 cos'è e come funziona imposta municipale propria immobili case terreni e fabbricati, acconto 50% giugno e saldo a dicembre esenzioni e riduzioni.

 

Imu 2018 cos'è e come funziona? Quando e come si paga a rate quanto dovuto per l'imposta municipale propria?

Quali sono gli immobili assoggettati all'IMU?

Ecco, vediamo di rispondere a tutte queste domande sull'Imu 2018 e circa l'acconto del 16 giugno, attraverso il quale, i contribuenti, devono effettuare il pagamento del primo 50% dell'imposta calcolata sulle vecchie o nuove aliquote Imu e il saldo Imu al 16 dicembre.

 

IMU 2018: cos'è e come funziona?

Che cos'è l'Imu? L'IMU 2018 è l'imposta municipale propria, introdotta dal decreto legge n. 201/2011, la cd. Manovra Monti che di fatto ha anticipato di due anni l’introduzione dell’IMU, stabilita dagli articoli 8 e 9 del decreto legislativo n. 23/2011.

L’applicazione dell’imposta è stata considerata sperimentale fino al 2014 e poi a regime dal 2015 in poi, per cui anche nel 2018.

IMU 2018 come funziona l'Imposta municipale propria? L'IMU funziona così:

- l'IMU è un'imposta locale che si applica su tutti gli immobili posseduti a titolo di proprietà o di altro diritto reale:

  • usufrutto;
  • comodato d'uso;
  • abitazione;
  • enfiteusi;
  • superficie

fatta eccezione della prima casa, ossia, dell'immobile adibito ad abitazione principale e assimilati, quali:

  • Unità immobiliari che appartengono alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari.
  • Fabbricati destinati ad alloggi sociali;
  • Casa coniugale assegnata ad uno dei due coniugi, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • Unico immobile iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non affittato dal personale Forze armate, polizia, militari, vigili del fuoco e personale con carriera prefettizia, per il quale non è richiesta come condizione, la dimora abituale e della residenza anagrafica; 
  • La sola e unica unità immobiliare ad uso abitativo da A1 a A9, posseduta dai cittadini italiani non residenti in Italia, purché iscritti all’AIRE e titolari di pensioni nei rispettivi paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a patto che non sia affittata o concessa in comodato d’uso e relative pertinenze.
  • La sola unità immobiliare ad uso abitativo + relative pertinenze, posseduta da anziani o disabili residenti presso un istituto di ricovero o sanitario a seguito di ricovero permanente, purché l’abitazione non sia locata.

 

Come si calcola la base imponibile dell'Imu 2018? 

Per calcolare la base imponibile dell’IMU 2018, occorre avere sotto mano il valore dell’immobile, calcolato per quelli iscritti regolarmente al catasto, moltiplicando la rendita in vigore all’inizio dell’anno, rivalutata del 5%, per uno dei seguenti coefficienti:

160 per i fabbricati inseriti nel gruppo catastale A (ad esclusione di quelli A/10) e nelle categorie C/2, C/6 e C/7;

140 per i fabbricati censiti nel gruppo catastale B e nelle categorie C/3, C/4 e C/5;

80 per i fabbricati inseriti nelle categorie catastali A/10 e D/5;

60 per i fabbricati appartenenti al gruppo catastale D (ad esclusione della categoria D/5). Il moltiplicatore è elevato a 65;

55 per i fabbricati inseriti nella categoria catastale C1;

Per i terreni agricoli, la base imponibile è costituita dal reddito dominicale risultante in catasto al 1° gennaio, rivalutato del 25% e poi moltiplicato per i seguenti coefficienti: 110 per i terreni detenuti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola  e 130 in tutti gli altri casi.

Per maggiori informazioni leggi anche, Come si calcola l’IMU?

Aliquote IMU Ordinaria e variabile:

  • L’aliquota variabile IMU, Imposta municipale propria per la seconda casa e altri tipi di proprietà è dello 0,76%, ma i Comuni, con apposita delibera del Consiglio comunale, possono modificarla in aumento o in diminuzione.
  • L’aliquota ordinaria IMU che si applica per la casa di abitazione principale di lusso e per le relative pertinenze è fissata allo 0,4%, percentuale che i Comuni possono modificare, in aumento o in diminuzione.

Tutte le aliquote IMU fissate dai Comuni, sono visualizzabili sul sito del Dipartimento delle Finanze.

Quando e quanto si paga per l’IMU 2018?

La prima rata IMU 2018: viene fissata al 50% dell’imposta dovuta applicando l’aliquota sulla prima abitazione di lusso o le altre aliquote in base al tipo di proprietà  fabbricati, da pagare entro il 18 giugno 2018.

La seconda rata IMU 2018, deve essere versata a saldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno con conguaglio sulla prima entro il 17 dicembre 2018.

Nello specifico, il pagamento della prima rata dell’imposta municipale propria se effettuato entro la suddetta scadenza è senza applicazione di sanzioni ed interessi e s in misura pari al 50% dell’importo ottenuto applicando le aliquote di base e la detrazione previste dal presente articolo; la seconda rata é versata a saldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno con conguaglio sulla prima rata.

Per il medesimo anno, i Comuni iscrivono nel bilancio di previsione l’entrata da imposta municipale propria in base agli importi stimati dal Dipartimento delle finanze del Ministero dell’economia e delle finanze per ciascun Comune, di cui alla tabella pubblicata sul sito.

 

FONTE: https://www.guidafisco.it/imu-novita-scadenza-acconto-saldo-rate-694

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