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Via al fondo di garanzia di 200 milioni, per comprare o ristrutturare le prime case

Il ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi ha firmato il decreto che dà il via al fondo di garanzia per la prima casa. il fondo prevede lo stanziamento di 200milioni di euro che serviranno a garantire fino al 50% i finanziamenti concessi per acquistare le abitazioni principali, per ristrutturarle o per accrescerne l'efficienza energetica.

Il decreto, a firma del ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi, è diretto a categorie di persone con bisogni particolari, come giovani coppie, famiglie mono genitoriali con figli minorenni, conduttori di case popolari e giovani under 35 con contratti di lavoro precario.

In una nota del ministero si legge infatti "la garanzia del fondo è stabilita nella misura massima del 50% della quota capitale sui finanziamenti concessi per l'acquisto, la ristrutturazione e accrescimento dell'efficienza energetica, con priorità per l'accesso al credito da parte delle giovani coppie o dei nuclei famigliari mono genitoriali con figli minori, dei conduttori di alloggi di proprietà degli istituti autonomi per le case popolari e dei giovani di età inferiore ai 35 anni titolari di un rapporto di lavoro atipico».

Fonte articolo: http://www.idealista.it/news/immobiliare/residenziale/2014/08/04/110487-al-via-il-fondo-di-garanzia-di-200-milioni-er-comprare-o-ristrutturare-le-prime



Grattacieli in Italia

La torre Isozaki, il primo dei tre grattacieli dell'area CityLife in costruzione a Milano, ha raggiunto il 50° e ultimo piano e con 202 metri di altezza potrà ospitare fino a 3.800 persone. Nei prossimi mesi i lavoro proseguiranno per ultimare la parte strutturale, gli impianti e le finiture: in media ogni giorno nel cantiere operano circa 400 persone. Nel frattempo, dall'ultimo piano dell'edificio, ancora in piena attività di cantiere, la vista su Milano a 360 gradi batte tutti i rivali: è il panorama "più alto" sulla città, e al momento "il più alto" di cui si possa godere in tutta Italia.

La leadership in altezza
Sarà l'edificio più alto d'Italia con i suoi 202 metri di altezza che diventano 207 se si considera il "livello" della città di Milano (se infatti il conteggio si facesse dai piani sottoterra sarebbero molti di più). La base della torre, infatti, poggia su una piazza rialzata: una passerella in salita consente di raggiungere la lobby superiore. Sotto la piazza, invece, si nasconderanno negozi e ristoranti, oltre alla fermata della metropolitana M5. A servire la torre, infine, circa 600 posti auto interrati.
All'altezza calpestabile (cioè quella massima raggiunta da superfici accessibili alle persone) si andranno poi a sommare 37 metri di antenna che servirà per diffondere il segnale Rai. Nella classifica dei top building italiani, subito dopo la Torre Isozaki, presto svetterà anche il grattacielo in costruzione a Torino, firmato da Renzo Piano: alto 167 metri (39 piani) ospiterà la sede di Intesa Sanpaolo. A Milano, invece, gareggiano il Palazzo Lombardia (la sede della Regione inaugurata nel 2010) con i suoi 161 metri (43 piani) e la quasi coetanea torre Unicredit (35 piani) progettata dallo studio Cesar Pelli nel quartiere di Porta Nuova, che conta 146 metri calpestabili e 85 di guglia.

Fonte articolo: casa24.ilsole24ore.com/art/mercato-immobiliare/2014-07-31/

Urbanistica, confronto al via.

ROMA.
In consultazione fino al prossimo 15 settembre, poi in Consiglio dei ministri e, a seguire, in Parlamento. La volata della «proposta Lupi» di riforma urbanistica è partita, a 72 anni dall'ultima legge, dopo un lavoro di otto mesi di un gruppo di esperti guidato dall'ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Francesco Karrer. Adesso la bozza (che Il Sole 24 Ore aveva largamente anticipato il 21 maggio) viene data in pasto agli operatori del settore, che dovranno discuterla e chiedere di limarla o modificarla.
La pietra angolare attorno alla quale gira tutto il disegno di legge, secondo Lupi, è la sezione dedicata al rinnovo urbano, contenuta negli articoli 16 e 17. Qui si evoca il principio del razionale uso del suolo, da attuare «per mezzo della conservazione, della ristrutturazione edilizia, della demolizione, della ricostruzione di edifici» e di porzioni di città. Un ruolo decisivo viene affidato ai Comuni che devono individuare le aree dove effettuare gli interventi prioritari. Anche se la legge prevede una deroga significativa: le operazioni di rinnovo possono essere realizzate anche in assenza di pianificazione operativa o in difformità da essa, quando ci sia un accordo tra i privati interessati e l'amministrazione locale.


Non si tratta, però, dell'unico pezzo innovativo del testo. Gli articoli 10 e 11, infatti, disciplinano in maniera organica, per la prima volta a livello nazionale, gli strumenti della "perequazione" e "compensazione", largamente utilizzati dai Comuni più innovativi nei loro Prg e ammessi da alcune leggi regionali, ma finora senza copertura legislativa statale, con conseguente incertezza legata a ricorsi e contestazioni (come avvenuto con il Prg di Roma). Il principale obiettivo del Ddl Lupi, su questo punto, è dunque dare legittimazione alle due pratiche, pur senza renderle obbligatorie (e c'è chi, come Ance e Inu, avrebbe voluto più coraggio nel renderle cogenti per i Comuni).
Come previsto dall'esperienza degli ultimi 10-15 anni, il testo prevede che perequazione e compensazione servano a distribuire in modo equo sul territorio i diritti edificatori previsti dagli strumenti urbanistici, e anche a rendere l'attuazione delle trasformazioni urbane più fattibili, perché al posto dell'esproprio si utilizzano cessioni gratuite di aree in cambio di cubature da usare altrove e i trasferimenti incrociati di aree all'interno dei piani attuativi.
La pianificazione comunale è basata su un livello programmatorio e su un livello operativo. Ma non è tutto. Un capitolo è dedicato alla fiscalità. Qui si cerca di garantire l'equità dell'imposizione sugli immobili. E si stabilisce un principio innovativo: nelle aree ad alta densità la tassazione dovrà essere più bassa, perché è minore la quota di servizi indivisibili di cui si fruisce. Ancora, si parla edilizia residenziale sociale e si stabilisce che questa andrà determinata come standard aggiuntivo: non sostituirà, quindi, le aree verdi o i parcheggi ma dovrà essere servita da dotazioni apposite.
I giudizi sulla bozza sono essenzialmente positivi, ma da più parti si chiedono aggiustamenti. Il presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, la descrive come un «importante contributo per una nuova normativa sul governo del territorio», ma da discutere «insieme alle altre proposte già presentate in Parlamento». Anche se sulla messa in sicurezza e il risparmio energetico, «non appare sufficiente». L'ex assessore all'urbanistica del Comune di Roma, Roberto Morassut parla di «fatto importante e storico» perché «il tema della riforma urbanistica, che rappresenta una delle principali necessità per la ripresa economica, è sempre rimasto in coda nell'agenda delle riforme». Anche il presidente del Consiglio nazionale architetti, Leopoldo Freyrie pensa sia «molto positivo avere riavviato questo processo» anche se «noi daremo un contributo sulla parte che riguarda la rigenerazione, perché vorremmo una visione più coraggiosa». La bozza tocca corde molto delicate e si intreccia con il Ddl sul consumo di suolo, che alla Camera ha subito diversi rallentamenti negli ultimi mesi.

Fonte articolo: http://www.quotidiano.ilsole24ore.com/vetrina/edicola24web/edicola24web.html?testata=S24&issue=20140730&edizione=SOLE&startpage=1&displaypages=2

Aumentano i mutui: più variabile e raddoppio delle surroghe. Tassi giù ma importi al ribasso

La ripresa dei mutui è sempre più a tasso variabile, di importo pressoché stabile (poco superiore ai 120mila euro) e dedicata all'acquisto della prima casa, con rimborsi lunghi (la metà resta oltre i 25 anni). È la fotografica del "finanziamento tipo" erogato dalle banche secondo l'Osservatorio di MutuiOnline.it, broker che distribuisce prodotti tradizionale e online di oltre 50 banche italiane.

Per primi sei mesi del 2014, i dati mostrano un incremento complessivo di circa il 10% delle operazioni di mutuo rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, anche se di importo medio leggermente inferiore (l'aumento in valore delle erogazioni resta infatti intorno al 7-8%): questo passa infatti da 126.404 euro del 2113 a 123.402 euro.

«Da gennaio ad oggi - commenta Anedda - le erogazioni sono cresciute leggermente di mese in mese sia come numero che come valore, con dinamiche molto diversificate per finalità. I mutui per acquisto casa crescono infatti del 5% circa rispetto al 2013, mentre un vero e proprio boom fanno registrare le surroghe con un aumento di oltre il 15% sull'anno scorso e addirittura oltre il 20% negli ultimi mesi».

Le erogazioni di mutui per surroga sono così già arrivate oltre l'11% delle erogazioni totali del 2014, contro il 5,1% dei primi sei mesi dell'anno scorso. Pesa sempre di più il tasso variabile, che passa dal 54,2% ll 63,6%, con le formula con cap che salgono leggermente (dal 7,6% all'8,2% di che sceglie il variabile). Il 62,7% delle richieste di mutuo sono motivate dall'acquisto della prima casa e solo l'8% dall'acquisto della seconda casa.

«Alla base della crescita dell'erogato - continua Anedda - c'è sicuramente il notevole miglioramento delle condizioni di mutuo rispetto agli anni passati: è possibile scegliere tra parecchie offerte con spread ormai al 2%, con tassi variabili al 2,2% e tassi fissi intorno al 4,5%. Si tratta in entrambi i casi di livelli praticamente equivalenti ai minimi storici per i mutui, e nel caso della surroga tassi così bassi permettono di sostituire mutui accesi anche solo due o tre anni fa, durante la crisi, con una riduzione di tasso dai 2 fino ai 4 punti percentuali, e un risparmio potenziale fino a 3mila euro all'anno sulle rate».

Per la seconda parte dell'anno ci si aspetta un perdurare dell'interesse delle banche a nuove erogazioni di mutuo, «e probabilmente potremo assistere -prevede Anedda a ulteriori riduzioni degli spread di qualche decimo di punto. La crescita potrebbe essere più forte e più rapida per le surroghe, mentre i mutui di acquisto manterranno probabilmente un trend più cauto». Del resto la seconda parte dell'anno si confronterà con lo stesso periodo 2013 che aveva già fatto registrare una stabilizzazione delle erogazioni rispetto al calo continuo dei periodi precedenti, quindi è possibile che la percentuale di aumento rispetto all'anno scorso vada man mano a ridursi se la dinamica dei mutui di acquisto non dovesse a sua volta accelerare il passo.

Il loan to value - cioè la quota del prezzo dell'immobile coperta di finanziamento - è una voce sempre più importante e "sotto i riflettori”, perché le offerte pubblicizzate dalle banche concedono spread - cioè prezzi in termine di tassi d'interesse - più bassi per quote minori di finanziamento e tendono ad abbassare la quota richiesta in modo da avere più tutele dall'immobile dato in garanzia. Secondo MutuiOnline.it «ammonta al 35,4% la richiesta di mutui per le classi di loan-to-value tra il 70-80% del valore dell'immobile e con il 25,7% dei mutui effettivamente erogati che conferma un tale Ltv.

A livello di localizzazione geografica vengono confermati i valori delle precedenti rilevazioni con circa il 40% delle richieste provenienti dal Nord Italia, il 37,2% dal Centro, il 15% dal Sud e il 7,3% dalle Isole.

Fonte articolo: http://www.casa24.ilsole24ore.com/art/mutuo-casa/2014-07-10/osservatorio-semestrale-mutuionline-142509.php?uuid=AbDPPh1J

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