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Cohusing in espansione: gli esempi in Italia e all'estero

Vivere in un appartamento di dimensioni ridotte e condividere gli spazi comuni come zone lavanderia, ampie cucine, sale hobby, giardini e biblioteche.  


È il cohousing, un modello di insediamento abitativo nato negli anni Sessanta nel Nord Europa e poi diffuso in molti Paesi, ultimamente anche in Italia, perché va incontro alle esigenze di economicità e sostenibilità.

 

Il cohousing “porta fuori” dalle abitazioni una serie di ambienti, e di conseguenza di attività, che gli abitanti-cohousers condividono. Basti pensare alla zona lavanderia, agli scaffali con i libri, agli spazi ricavati per dedicarsi ai propri passatempi, che tradizionalmente sono all’interno delle abitazioni italiane. Spostandoli all’esterno e condividendoli si possono realizzare abitazioni più piccole, con un considerevole risparmio in termini di energia e costi di gestione.
Ecco di seguito alcuni esempi.


Urban Village Bovisa - Milano

Il complesso è stato realizzato tra il 2007 e il 2009. È composto da 32 unità abitative disposte a corte intorno ad un giardino comune.Tra i servizi comuni ci sono l’orto, la lavanderia-stireria, la piscina-solarium, l’asilo e il car-sharing.


COhlonia - Pisa

Il progetto ha riqualificato un edificio degli anni Trenta situato sul mare, a sud di Pisa. Dai lavori, terminati nel 2010, sono state ricavate case vacanza e case abitate stabilmente. Può ospitare 60 famiglie ed è dotato di un parco vista mare.


Via del Porto 15 - Bologna

È una delle prime iniziative di cohousing ad iniziativa interamente pubblica. Consiste nel recupero di 18 alloggi, con circa 45 posti letto, all’interno di uno stabile di proprietà dell’ASP – Città di Bologna situato in pieno centro storico. A settembre 2015 sono iniziati i lavori di ristrutturazione ed è stata redatta una Carta dei Valori per la gestione degli spazi comuni. Gli immobili saranno affittati a canone concordato a giovani sotto i 35 anni in base alle fasce di reddito Isee.


Smart Up - Bolzano

È ancora nella fase progettuale e prevede il recupero dell’ex sede Telefoni di Stato, un edificio di proprietà della Provincia, ma abbandonato da circa trent’anni, per realizzare un progetto di cohousing e coworking. Prevista la realizzazione di una ventina di moduli abitativi per i giovani con cucina, sala da pranzo, lavanderia e caffetteria in comune. Al piano terra saranno ricavati i locali e laboratori per progetti di coworking. Per gli alloggi sono previsti affitti a canone calmierato.


Numero Zero - Torino

A Torino cinque famiglie hanno dato vita all'associazione "Coabitare" e acquistato un palazzo dando vita ad un condominio solidale. L'associazione ha attuato un programma per il risparmio energetico ed economico attraverso la condivisione di servizi come car sharing, cucina, sala per le feste,  micronido,  doposcuola,  palestra, officina fai-da-te,  biblioteca, foresteria, dispensa.


COventidue - Milano

Il primo progetto di cohousing gas-free e park-free nel centro di una grande città italiana, che prevede appartamenti di diverso taglio, spazi di co-working e soluzioni all’avanguardia per ospitare a turno gli amici, una sala polifunzionale per fare i compiti o giochi per i bambini, una lavanderia/asciugheria, una foresteria,  un deposito bike, un’area pet e tutto quello che i cohouser desiderano. I lavori di ristrutturazione nel palazzo in stile Liberty che ospiterà “COventidue” inizieranno alla fine dell’estate.


Sofielunds kollektivhus - Malmo (Svezia)

Questo complesso è stato progettato dallo studio Kanzoi e ultimato nel 2014. Ospita un centinaio di cittadini che hanno costituito una società sul modello delle nostre cooperative. I due edifici che compongono il complesso sono sostenibili dal punto divista energetico e ambientale, ma anche sociale perchè tutto è basato sulla cooperazione.


Vauban, Friburgo - (Germania)

Di dimensioni decisamente maggiori è l’esperimento Vauban. Si tratta di un intero quartiere dove vivono 5mila persone. Le attività di condivisione sono gestite dal Forum, un’associazione senza scopo di lucro, che organizza gruppi di lavoro, campagne d'informazione e altre manifestazioni relative allo sviluppo del quartiere.


Berkeley Cohousing - California (USA)

Andando oltreoceano, la California merita un’attenzione particolare. Qui il10% delle nuove costruzioni viene realizzato in cohousing per rispondere a nuove esigenze di economicità e sostenibilità. Si tratta per lo più di aggregati di modeste dimensioni.
Un esempio è la Berkeley Cohousing, una piccola comunità che ospita circa trenta cohousers in cottage o appartamenti doppi. La realizzazione è stata completata nel 1997. Tutte le abitazioni utilizzano l'energia solare e materiali riciclati oltre a condividere gli spazi comuni. 


Fonti articolo: Edilportale.com

7 app per la casa da provare in vacanza


Le vacanze estive sono il momento ideale per sistemare le piccole grandi cose della casa. C’è sempre qualcosa da fare: qualche mobile da montare o apparecchio da riparare.


A tal proposito ci sono app che possono aiutarvi ad immaginare come sarebbe la vostra casa cambiando, aggiungendo, eliminando qualcosa. Andiamo a scoprirle.



ColorSnap (iOS e Android)

Questa applicazione consente di identificare i colori presenti nelle foto per trovare l’esatta sfumatura che si sta cercando. Permette, inoltre, di fare un test sulla parete interessata senza spargere una sola goccia di vernice.


iHandy Carpenter (iOS e Android)

Integra fino a cinque utili applicazioni professionali. Si tratta, in pratica, della strumentazione adeguata per controllare la verticalità della parete e l’inclinazione delle superfici e per misurare sia angoli che superfici.


My Measures (iOS e Android)

Si tratta di un’applicazione che consente di aggiungere sopra la foto di un oggetto o di una parte dell’ambiente le varie modifiche e i vari commenti relativi ai cambiamenti che si desidera apportare.


MagicPlan (iOS e Android)

Questa applicazione consente di ottenere la piantina della casa. E’ sufficiente scattare una foto e in meno di un minuto si ha la piantina, che può essere scaricata nei formati più diffusi (DXF, PDF e JPEG e anche HTML).


iScape (iOS e Android)

Un’applicazione per progettare il meraviglioso giardino sempre sognato. Funziona in modo molto semplice: si scatta una foto con il cellulare o il tablet e si aggiungono le piante che piacciono così da avere un’idea del possibile risultato.


Snapguide (iOS)

E’ l’applicazione perfetta per chi ama i lavori fai da te. Con questa app è possibile trovare le risposte a tutte le domande che hanno a che fare con i piccoli lavori domestici.


Adornably (iOS)

Questa è l’applicazione perfetta per capire in che modo poter arredare un ambiente. L’app permette di posizionare all’interno della fotografia scattata di una determinata stanza i mobili desiderati e verificare il risultato finale. Lo strumento ideale per evitare di fare l’acquisto sbagliato.


Il nostro suggerimento è di divertirvi provando ad immaginare la vostra casa; per i lavori, per vendere e comprare casa affidatevi sempre ad esperti e non al fai-da-te. Una app non può sostituire un professionista ;)


Fonte articolo: Idealista.it

Leasing: 6 rate mancate e la casa torna alla banca

Dopo la possibilità per le banche di rientrare in possesso dell'immobile nel caso di mancato pagamento di 18 rate del mutuo, un'ipotesi simile si profila anche nel caso del leasing immobiliare. 


Nel disegno di legge sulla Concorrenza, attualmente in commissione Industria del Senato, è stato inserito un nuovo emendamento che prevede, in caso di mancato pagamento di sei rate leasing, la restituzione dell'immobile alla banca o ad altro intermediario finanziaro, che potranno venderlo o riallocarlo.

 

"Costituisce grave inadempimento dell'utilizzatore - si legge nell'emendamento dei relatori al Ddl concorrenza - il mancato pagamento di almeno sei canoni mensili o due canoni trimestrali anche non consecutivi o un importo equivalente per i leasing immobiliari, ovvero quattro canoni mensili anche non consecutivi o un importo equivalente per gli altri contratti di locazione finanziaria".


"In caso di risoluzione del contratto per l'inadempimento dell'utilizzatore, il concedente procede alla vendita o ricollocazione del bene sulla base dei valori risultanti da pubbliche rilevazioni di mercato elaborate da soggetti specializzati" e "quando non è possibile far riferimento ai predetti valori, procede alla vendita sulla base di una stima effettuata da un perito scelto dalle parti di comune accordo nei venti giorni successivi alla risoluzione del contratto o, in caso di mancato accordo nel predetto termine, da un perito indipendente scelto dal concedente in una rosa di almeno tre operatori esperti, previamente comunicati all'utilizzatore, che può esprimere la sua preferenza vincolante ai fini della nomina entro dieci giorni dal ricevimento della predetta comunicazione".


Il perito, precisa il testo dell'emendamento, deve essere "indipendente quando non è legato al concedente da rapporti di natura personale o di lavoro tali da compromettere l'indipendenza di giudizio. Nella procedura di vendita o ricollocazione il concedente si attiene a criteri di celerità, trasparenza e pubblicità adottando modalità tali da consentire l'individuazione del migliore offerente possibile con obbligo di informazione dell'utilizzatore".


Fonte articolo: Idealista.it

Cresce il numero dei ruderi in Italia: colpa dell'Imu?

Il quadro che emerge è quello di uno stock immobiliare italiano in aumento: nel 2015 cresce dello 0,6% il numero di immobili censiti, 371mila in più del 2014. Quasi l’88% è di proprietà delle persone fisiche e il 12% delle persone non fisiche.


Crescono, in particolare, il numero di abitazioni (80 mila unità in più rispetto al 2014), il numero di unità immobiliari appartenenti alla categoria catastale F (2,4%), che rappresentano unità non idonee a produrre reddito, quelle a destinazione speciale (1,6%) e ad uso collettivo (1%).

Il numero di immobili o loro porzioni censito negli archivi catastali italiani al 31 dicembre 2015 è pari a 73,9 milioni, lo 0,6% in più rispetto al 2014. Di questi, circa 64,2 milioni sono classificate nelle categorie catastali ordinarie (gruppi A, B e C) e speciali (gruppo D), con attribuzione di rendita, oltre 3 milioni sono censite nelle categorie catastali del gruppo F, che rappresentano unità non idonee a produrre reddito, e oltre 6 milioni sono beni comuni non censibili (unità di proprietà comune e che non producono reddito).


LE UNITÀ IMMOBILIARI ABITATIVE

Nel 2015 il numero delle abitazioni aumenta di 80mila unità rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 34,8 milioni. In dettaglio, vi è stato un incremento delle abitazioni civili (0,7%), di tipo economico (0,4%) e di ville e villini (0,9%). Sono diminuite, invece, di circa l’1% le abitazioni signorili e le abitazioni popolari e di circa il 4% le abitazioni di tipo ultrapopolare e rurale. Quasi il 92% del totale delle abitazioni è di proprietà delle persone fisiche e la superficie media risulta pari a 117 metri quadri.


I DATI DELLA RENDITA CATASTALE

La rendita catastale complessiva attribuita allo stock immobiliare italiano nel 2015 ammonta a 37,5 miliardi di euro, lo 0,1% in più rispetto al 2014. Circa il 60% è relativa a immobili di proprietà delle persone fisiche (22,6 miliardi di euro) e il restante 40% (14,9 miliardi di euro) detenuto dalle persone non fisiche. In particolare, la rendita complessiva delle abitazioni è di 16,8 miliardi di euro: la media della rendita catastale di un’abitazione è circa 480 euro, con punte di oltre 4 mila euro per le case di maggior pregio.


colpa dell'imu? LE CRITICHE DI CONFEDILIZIA

"Sono in continuo aumento le cosiddette "unità collabenti", vale a dire gli immobili ridotti in ruderi a causa del loro accentuato livello di degrado". Lo segnala Confedilizia, che ha elaborato i dati forniti dall'Agenzia delle entrate sullo stato del patrimonio immobiliare italiano. 
Nel 2015, il numero di questi immobili - inquadrati nella categoria catastale F2 - è cresciuto del 3,9% rispetto al 2014, ma il dato più significativo è quello che mette a confronto il periodo pre e post IMU: rispetto al 2011, gli immobili ridotti alla condizione di ruderi sono aumentati del 65%, essendo passati da 278.121 a 458.644 (+180.523).


"Questi numeri parlano chiaro - ha dichiarato il Presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa - e confermano quanto noi vediamo ogni giorno. Una parte di questi immobili vengono ridotti allo stato di ruderi per decisione dei singoli proprietari, che - non essendo più in grado di far fronte alle spese per il loro mantenimento e alla abnorme tassazione patrimoniale introdotta dal 2012 - li privano delle caratteristiche che li rendono tali. Per la restante parte, si tratta di immobili che a queste condizioni di fatiscenza giungono da soli per la mancanza di risorse economiche da parte dei proprietari. Occorre ridurre la tassazione sugli immobili. Diversamente, la situazione continuerà a peggiorare".


Fonti articolo: Casaeclima.com, Italpress.com

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