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5 Consigli per vendere casa

Per chi sta pensando di vendere casa, l’estate è il momento giusto per raccogliere idee e informazioni, per poi lanciarsi da settembre in un’attività che richiede tempo e pazienza. 


A livello di commerciabilità le prospettive sono discrete visto che le compravendite stanno ripartendo. Secondo l'ultimo dato Istat, nel primo trimestre 2016 i rogiti notarili per trasferimenti immobiliari sono cresciuti del 17,9% rispetto allo stesso periodo 2015. Ecco i passi da seguire.

1. Valutare una piccola ristrutturazione 

Oggi c’è abbondanza di offerta, sia di nuovo sia di usato, a tutti i prezzi. Quando si mette in vendita un alloggio occorre allora guardarlo con occhi imparziali: c’è qualche elemento che scoraggia al primo colpo d’occhio? Potrebbe trattarsi di infissi ormai rovinati, intonaco troppo opaco, parquet eccessivamente usurato, piccole incrostazioni in bagno. Tutti aspetti che forse sarebbe meglio correggere, cercando di contenere la spesa, prima di mettere l’immobile sul mercato. L’immobile deve poi essere il più possibile "neutro" in modo che possa piacere a un numero ampio di persone.


2. Preparare i documenti 

Prima di iniziare la vendita è meglio raccogliere i documenti principali relativi all'immobile, indispensabili in sede di trattativa, ma anche utili per fare un punto sull’oggetto e stabilirne il prezzo corretto: atto di provenienza, pianta e visura catastale, certificazione energetica (obbligatoria e quindi eventualmente da far approntare da un professionista), documenti condominiali con indicazione dei millesimi e delle spese annuali (saldate), eventuale ipoteca o contratto d'affitto se l'immobile è locato, più altri incartamenti che comunque saranno utili in seguito, come garanzie e schemi di tutti gli impianti.


3. Decidere a chi affidarsi 

Si può tentare la strada della trattativa tra privati o affidarsi a un’Agenzia immobiliare. Il vantaggio è che l’Agenzia aiuta a pubblicizzare l’immobile e a selezionare il potenziale acquirente più adatto, a formare il prezzo corretto, organizza le visite degli interessati, segue passo dopo passo l'iter composto da proposta d’acquisto-preliminare di vendita-rogito. Per chi sceglie l'Agenzia, assicurarsi che si tratti di Agenti iscritti alle più comuni associazioni di categoria, come Fiaip, Fimaa o Anama.


4. Definire il prezzo 

Valutare correttamente l’immobile è essenziale. Per chi vuole un documento redatto dall’esterno, con una cifra scritta nera su bianco, si può chiedere a un valutatore professionista di redigere una vera e propria perizia dell’immobile, che costa alcune centinaia di euro. È un documento utile perché, oltre a indicare un prezzo di mercato, sintetizza lo stato di conservazione del bene e degli impianti. Le Agenzie immobiliari, invece, in genere offrono gratuitamente una valutazione di base. 
Ma anche se si procede da soli, non è così impossibile formare un prezzo. Tramite i principali portali di annunci occorre verificare la quotazione media al metro quadrato del proprio quartiere (si può fare ormai sui maggiori come Immobiliare.it, Casa.it, Idealista.it) e poi, per un dettaglio maggiore, verificare gli annunci delle abitazioni simili alla propria per ampiezza, numero vani, piano e altro dettagli. Molto utile anche una visita su www.borsinoimmobiliare.it, portale che fornisce una stima al metro quadrato incrociando diverse fonti (portali, Agenzia Entrate, Istat, Banca d'Italia) e sul sito Omi dell’Agenzia delle Entrate.
Occorre, in genere, prepararsi a trattare un po'. Se si resta inchiodati alla richiesta di partenza, i tempi si allungano. Oggi, in media, si calcola che per chiudere una trattativa si accordi uno sconto del 10-15% rispetto al prezzo pieno proposto in partenza.


5. Mettere l’abitazione in vetrina 

Chi compra, prima di visitare un immobile vuole sapere tutto: localizzazione il più possibile precisa, caratteristiche e, soprattutto, vedere in anticipo delle foto, sia interne sia esterne. Inutile barare. Se si sceglie di essere "evasivi", il potenziale acquirente rivolgerà l’attenzione altrove. Dunque, negli annunci pubblicati sui siti, bisogna essere esaurienti come informazioni e immagini. Con alcune accortezze. Fotografare gli ambienti nel momento della giornata di massima luce; se l'ambiente è piccolo, preferire qualche particolare al posto del campo lungo; ordinare le stanze e ritrarle il più possibile spersonalizzate, senza oggetti personali, quasi a riprodurre l'effetto di un catalogo. Tutti servizi che Iconacasa Franchising Immobiliare offre ai propri clienti.
Si può anche decidere di affidare in esterno, con un piccolo investimento, l'attività di preparazione alla vendita, definita "home staging". Si possono contattare singoli professionisti, spesso architetti.


Fonte articolo: Ilsole24ore.com

La battaglia Fiaip contro l'oligopolio immobiliare delle banche

Concorrenza sleale, conflitto di interessi e trasparenza a rischio nel mercato delle compravendite. Ma sopratutto mancanza di terzietà da parte del soggetto che fa mediazione, a scapito della tutela dei consumatori.


Sono i "capi d’accusa" che gli agenti immobiliari muovono nei confronti dei colossi del credito che hanno fatto breccia nel mondo dell'intermediazione immobiliare.

COSA DICONO LE ASSOCIAZIONI DEGLI AGENTI IMMOBILIARI

A inasprire ancora di più i toni dello scontro, che vede in prima fila le maggiori associazioni di categoria dei professionisti del real estate, come Fiaip e Fimaa, è stato, a luglio, lo stop agli emendamenti al Ddl Concorrenza - in X Commissione al Senato - che avrebbero potuto porre un freno all'attività delle banche sul fronte della intermediazione di immobili (vietando o limitando la loro partecipazione in agenzie immobiliari). E invece, a meno di improbabili colpi di scena, la partita si chiuderà con il provvedimento che passerà blindato alla Camera, lasciando intatte le preoccupazioni degli agenti.


La situazione è divenuta "insostenibile", secondo le associazioni dei mediatori, con il varo da parte del Governo, negli scorsi mesi – prima – del Dl 59/2016 (convertito in legge il 3 luglio), che ha introdotto il cosiddetto "patto marciano", che consente, per i finanziamenti alle imprese garantiti da bene immobile, che questo passi nella proprietà del creditore in caso di inadempimento del mutuatario protratto nel tempo; e – poi – del Dlgs 72/2016, che stabilisce la possibilità per le banche di vendere direttamente la casa (e qualunque immobile soggetto a ipoteca) senza l’obbligo di passare dall'asta giudiziaria, sempre in caso di ritardo prolungato nel saldare le rate da parte di chi ha chiesto un mutuo.


"I recenti decreti approvati dal Governo – spiega Paolo Righi, numero uno di Fiaip – permettono alle banche, tra l’altro, di diventare proprietarie dei beni immobili di chi è in ritardo con le rate del mutuo". Considerando l’ingresso di alcuni istituti di credito nella mediazione immobiliare, continua, "a breve si creerà un oligopolio che permetterà ad alcune banche, che stanno spingendo per la disintermediazione, di concedere il mutuo, espropriare l'immobile di chi è in ritardo con i pagamenti, diventarne il proprietario e venderlo tramite la propria agenzia facendosi pagare la provvigione".
Una situazione che si configura "come un chiaro conflitto di interessi – conclude Righi – e che ha portato alla presentazione in Senato di emendamenti bipartisan al Ddl concorrenza, poi bloccati dal Governo, per arginare questa deriva, che avviene, peraltro, nel silenzio più assoluto delle istituzioni di garanzia e vigilanza, come Antitrust (che ha rigettato un primo ricorso) e Banca d'Italia, interpellate con vari esposti già da più di un anno".


Il fronte unito degli agenti immobiliari ha trovato conferma lo scorso 19 luglio, quando si è svolta a Roma la riunione della Consulta interassociativa nazionale dell’intermediazione, che riunisce Fiaip, Fimaa e Anama. Nell’occasione è stata confermata, da parte delle tre associazioni di categoria più rappresentative, "la terzietà dell'agente immobiliare che, come professionista – si legge in una nota congiunta – deve poter sempre svolgere un ruolo inter partes tra chi vende e chi compra nella trattativa immobiliare". Per questo, in merito all'attività di mediazione immobiliare intrapresa da alcuni istituti di credito, le tre sigle si propongono di avviare azioni congiunte a tutela dei consumatori e della categoria.


IL PROBLEMA: LA CONCORRENZA SLEALE

Facendo un passo indietro, la contrapposizione tra agenti immobiliari e banche è divenuta sempre più pesante nel corso dell'ultimo anno e mezzo. Durante il quale – dopo l’iniziativa pionieristica lanciata, nel 2012, da Sparkasse Immobilien (controllata da Cassa di Risparmio di Bolzano) nel campo della commercializzazione di immobili ad uso privato e commerciale – sono entrate a regime Unicredit Subito Casa e, a seguire, Intesa Sanpaolo Casa, le società di intermediazione immobiliare dei due big del credito.


Il loro approdo sul mercato ha fatto scattare, da subito, l’allarme delle associazioni più rappresentative degli agenti. Le motivazioni sono quelle ribadite, oggi, dal presidente nazionale di Fimaa, Santino Taverna: "Gli istituti di credito, avvantaggiati dalla loro posizione dominante e dalla conoscenza di abitudini e condizioni economico-patrimoniali della propria clientela (profilazione), possono utilizzare i dati in loro possesso per favorire le proprie società d’intermediazione immobiliare. In sfregio anche al principio di terzietà in capo agli agenti immobiliari e ai mediatori del credito. E generando ripercussioni negative e svantaggi anche per i clienti-consumatori".


È difficile non pensare, infatti "che le società di intermediazione delle banche non sfruttino le proprie posizioni dominanti – sottolinea Taverna – per compravendere immobili anche grazie al possesso di informazioni ‘sensibili' e personali della clientela". Elementi, questi, che ingerirebbero negativamente sul mercato "generando concorrenza sleale" verso gli altri player del comparto.


Fonte articolo: Ilsole24ore.com

Come ottenere il rimborso del Canone Rai?


L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato il modello con le relative istruzioni per richiedere il rimborso del Canone Rai indebitamento pagato attraverso l'addebito sulla fattura elettrica. 


I contribuenti possono inviare da subito l'istanza con raccomandata allo Sportello Abbonamenti Tv dell'Agenzia delle Entrate o, in modalità telematica, a partire dal 15 settembre 2016, utilizzando le credenziali dei servizi telematici. 



Sono considerate valide anche le istanze inviate prima della pubblicazione del provvedimento delle Entrate purché contengano i dati necessari per la verifica dei presupposti del rimborso. 
Il cittadino può chiedere il rimborso del canone tv, nel caso in cui lui stesso o un altro componente della sua famiglia anagrafica sia in possesso dei requisiti di esenzione (anche per effetto di convenzioni internazionali) e sia stata presentata l’apposita dichiarazione sostitutiva. Il documento di prassi ricorda che sono esenti i contribuenti over 75 con reddito complessivo familiare non superiore a 6.713,98 euro.


I rimborsi sono effettuati dalle imprese elettriche mediante accredito sulla prima fattura utile, oppure con altre modalità, sempre che le stesse assicurino l’effettiva erogazione entro 45 giorni dalla ricezione, da parte delle stesse imprese elettriche, delle informazioni utili all’effettuazione del rimborso, trasmesse dall’Agenzia. Nel caso in cui il rimborso da erogare a cura delle imprese elettriche non vada a buon fine, il rimborso sarà pagato direttamente dall’Agenzia.

Il modulo delle Entrate http://www.slideshare.net/AnnastellaPalasciano/modulo-rimborso-canone-rai.


Fonti articolo: Idealista.it

Attivo il Conto Termico per PA; gli interventi per i privati

La  mini rivoluzione è partita: il conto termico, cioè il meccanismo di sostegno già introdotto dal decreto 28/12/2012, che incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, è stato alleggerito, ampliato e semplificato dopo l’entrata in vigore, il 31 maggio, del decreto interministeriale del 16 febbraio 2016.


Con maggiori opportunità, che riguardano non solo i proprietari di edifici residenziali, ma anche di immobili terziari e produttivi.



Fare un bilancio è ancora prematuro: anche perché le regole applicative, che disciplinano le modalità di accesso al sostegno per gli interventi di piccole dimensioni di efficienza energetica e di produzione di energia termica da fonti rinnovabili, sono state pubblicate solo a fine luglio e dal 1° agosto è attiva la procedura di prenotazione degli incentivi attraverso il Portaltermico per la PA. Tuttavia, le aspettative sull’uso della misura – ora che è più semplice – sono elevate.
Ma vediamo insieme le principali regole. A partire da quelle che riguardano i privati cittadini.


Chi gestisce e chi beneficia del conto 

Responsabile della gestione ed erogazione delle risorse è il Gestore dei servizi energetici (Gse). I beneficiari sono imprese e privati (comprese le cooperative di abitanti) oltre alla pubblica amministrazione: in tutto la dotazione annua di fondi è di 900 milioni, di cui 200 destinati alla Pa e 700 ai privati.


Quali interventi sono coperti 

Per i privati, il conto copre la sostituzione di vecchi sistemi di climatizzazione con sistemi alimentati da fonte rinnovabile; l’installazione di collettori termici e la sostituzione di scaldabagno elettrici con impianti a pompa di calore; la sostituzione di impianti di climatizzazione con nuovi sistemi ibridi (a patto che il sistema sia stato progettato fin dall'inizio come impianto integrato e non sia invece il frutto dell'assemblaggio di un nuovo sistema a una caldaia a condensazione già esistente).
La dimensione degli impianti ammessi a contributi è stata ampliata (rispetto al vecchio conto termico) da 1 MW a 2MW per i sistemi a pompa di calore e da 1.000 a 2.500 metri quadrati per gli impianti solari termici.


Per l’amministrazione pubblica 

Nel caso dei Comuni e degli enti pubblici la misura copre, al contrario, un largo ventaglio di interventi per la riqualificazione non solo degli impianti, ma degli interi immobili. Nel Dm del 16 febbraio 2016 sono previsti, oltre agli incentivi per l’isolamento dell’involucro (copertura, pareti perimetrali o pavimenti), la sostituzione di infissi, il cambio di vecchi impianti con caldaie a condensazione e l’installazione di schermature, anche forme di sostegno per la trasformazione degli edifici esistenti in “nZEB”, immobili a energia quasi zero, la sostituzione di sistemi di illuminazione di interni e delle pertinenze degli edifici, l'installazione di impianti di building automation.


Cosa viene rimborsato 

Il Conto termico permette il recupero di una parte della spesa sostenuta in rate annuali di pari importo, spalmate da 2 a 5 anni: l’ammontare del sostegno per i privati dipende da una serie di variabili, che devono essere calcolate caso per caso e che possono coprire fino al 65% dell’importo. Quando la cifra di cui si ha diritto, tuttavia, non supera i 5mila euro il rimborso potrà avvenire in un’unica soluzione (prima le soglia era a 600 euro). I tempi di pagamento si aggirano intorno ai due mesi dall’accettazione della domanda.
La PA (o la Esco che opera per suo conto) che opta per l’accesso diretto può, invece, richiedere l’erogazione dell’incentivo in un’unica soluzione, anche nel caso in cui l’importo del beneficio riconosciuto superi i 5mila euro.


Come ottenere l'incentivo 

La procedura da effettuare è per tutti online, attraverso il Portaltermico.
Per i privati, la richiesta deve essere caricata a fine lavori, entro 60 giorni. L’accesso diretto agli incentivi, per ciò che riguarda l’installazione di piccoli apparecchi domestici fino a 35 kW o 50 mq di superficie, è stato semplificato con l’introduzione del cosiddetto catalogo. L’utente non dovrà più allegare la documentazione circa l’impianto installato, ma la troverà già presente sulla piattaforma e dovrà solo selezionarla. Come in passato, infine, l’accesso ai meccanismi di incentivazione può essere richiesto direttamente dai soggetti ammessi o per il tramite di una Esco.
Per la PA è, invece, possibile dal 1° agosto chiedere un contributo o anche prenotare l'incentivo su lavori futuri: in tal caso, è prevista l’erogazione di un acconto ad avvio lavori e un saldo alla loro conclusione.


Fonte articolo: Ilsole24ore.com

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