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Seconda casa: Tari pagarlo o non pagarlo?

spazzatura in strada 1

Tari ovvero la tassa rifiuti devo pagarla se l’immobile è disabitato, affittato o utilizzato solo per le vacanze?

È noto che la Tari, cioè la tassa sui rifiuti, deve essere pagata da chiunque, a qualsiasi titolo, detenga o possieda un locale o un’area scoperta in cui si può produrre spazzatura. Se ne deduce che per la tua abitazione principale sarai tenuto a versare questo tributo al tuo Comune di residenza. Ma per la seconda casa in cui non sei residente sei tenuto a pagare la Tari?

Tutto dipende dell’uso che ne fai e delle condizioni in cui la tieni. Nel senso che se l’affitti, sarà l’inquilino a versare la tassa rifiuti (sempre che affitti l’appartamento per più di 6 mesi) mentre se la tieni vuota devi stare attento: per non pagare la Tari dovrai dimostrare che la tua seconda casa è disabitata. In caso contrario, non scappi: la tassa sarà da te dovuta al Comune in cui si trova. Bisogna, dunque, analizzare bene questi due casi, cioè se la tua seconda casa è sfitta oppure l’hai messa in locazione. Ma c’è anche una terza possibilità: che tu possieda una seconda casa arredata in cui non sei residente perché non è la tua abitazione principale ma che utilizzi ogni tanto.

Partiamo dal caso più semplice. Se hai una seconda casa e l’hai messa in affitto, sarà l’inquilino a pagare la Tari. Purché, però, la durata del contratto di locazione sia superiore a 6 mesi all’anno, che è il caso più frequente.

Se, invece, affitti la tua seconda casa per meno di 6 mesi all’anno dovrai essere tu a pagare la Tari. Succede, ad esempio, in caso di affitto breve nel periodo delle vacanze. Sta a te includere o meno il valore della Tari nel canone di affitto, cosa che fa praticamente il 100% dei locatori.

Un’altra possibilità è che tu abbia una seconda casa arredata ma che tieni per te, per utilizzarla ogni tanto. Quindi non in affitto e nemmeno disabitata. Ovviamente ha le utenze attive, cioè è allacciata alla corrente elettrica, alla rete idrica e al gas. I casi possono essere due:

  • che la seconda casa si trovi nel tuo Comune di residenza;
  • che l’immobile si trovi in un altro Comune.

Nella prima ipotesi, cioè quando hai una seconda casa nello stesso Comune in cui hai stabilito la residenza, devi pagare la Tari con le stesse quote (quella fissa e quella variabile) stabilite dall’Ente locale per la tassa rifiuti dell’abitazione principale. Insomma, per entrambe le case paghi la stessa tassa.

Se, invece, l’immobile si trova in un altro Comune, dovrai attenerti alle quote stabilite in quel municipio. Anche se, come vedremo più avanti, non si può pretendere ad una persona non residente di pagare la stessa Tari di chi residente lo è.

Un caso abbastanza comune è quello della seconda casa che non si utilizza mai e che, quindi, rimane disabitata. Pensa, ad esempio, all’immobile ereditato che ha bisogno di essere ristrutturato ma che non hai mai toccato perché non hai potuto o voluto finora investirci dei soldi. Oppure alla casa che hai acquistato all’asta come investimento ma che ancora devi mettere a posto. In questo caso si paga la Tari?

Dipende. È possibile non pagare la tassa rifiuti a patto che:

  • la casa sia vuota, cioè senza arredi che facciano presupporre un suo utilizzo saltuario;
  • non ci siano le utenze, quindi che non sia allacciata alla corrente elettrica, al gas e alla rete idrica.

Ci devono essere queste due condizioni contemporaneamente per non pagare la Tari. Se solo ne manca una, sarai tenuto a versare il tributo al Comune. Questo perché per beneficiare dell’esenzione, devi dimostrare non solo che la seconda casa è inutilizzata ma anche che non c’è la possibilità concreta di abitarci nemmeno per un periodo brevissimo e, quindi, di produrre rifiuti (Cass. sent. n. 8383/2013.)

Se la tua seconda casa si trova in un Comune in cui non sei residente e la utilizzi solo per il periodo delle vacanze non devi pagare lo stesso importo di Tari previsto per chi è residente in quel municipio. Così ha stabilito la Commissione Tributaria di Massa Carrara (Comm. Trib. Massa Carrara sent. n. 182/1/17.)

 con una sentenza secondo cui il calcolo della tassa rifiuti va fatto in base alla quantità di spazzatura prodotta. Evidente, quindi, che una persona che abita in una casa per due o tre mesi inquini di meno di chi ci abita per tutto l’anno e che, pertanto, abbia diritto ad uno sconto (del 30%, secondo la Commissione). Purché, però, il cittadino dimostri che utilizza la casa solo per brevi periodi di tempo. Può, ad esempio, mostrare le bollette delle utenze, facendo vedere che in alcuni periodi dell’anno non ci sono dei consumi registrati. Tuttavia, il Comune si riserva la facoltà di verificare anche con un sopralluogo che effettivamente l’immobile venga occupato soltanto in alcuni mesi e non stabilmente.

 

 

tratto da https://www.laleggepertutti.it/246955_tari-seconda-casa-non-residente

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